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Solitudine, grave effetto collaterale della pandemia per gli anziani delle RSA e per le persone malate

Adiura ForlìNewsSolitudine, grave effetto collaterale della pandemia per gli anziani delle RSA e per le persone malate

Il Coronavirus sta coinvolgendo tutto il mondo. Fra le tante problematiche non è da trascurare quella dei diritti umani che – a causa dell’emergenza – rischiano di essere “sospesi”. AGE Platform ha recentemente pubblicato un documento dal titolo “COVID-19: preoccupazioni per i diritti umani degli anziani”. Data l’attualità e l’importanza dell’argomento ne riportiamo di seguito una sintesi.

La pandemia di COVID 19 ha messo in evidenza quattro importanti questioni che riguardano tutti ma particolarmente gli anziani:

Il valore della solidarietà fra le generazioni e fra i Paesi Europei per poter superare al meglio e più in fretta la crisi e pianificare la fase di ripresa;
La necessità di controbilanciare il distanziamento fisico con una più forte vicinanza sociale;
L’attenzione alla protezione e al rispetto dei diritti umani delle persone più deboli e fra queste gli anziani in particolar modo;
L’esigenza di ascoltare anche la loro voce nel programmare le misure per un graduale ritorno alla cosiddetta “normalità”.
In alcuni casi le disposizioni adottate dai vari Governi per combattere il COVID-19 rischiano di intaccare i diritti delle persone anziane specie per quanto riguarda il diritto alla salute, l’accesso ai servizi sanitari e sociali, l’inclusione sociale e il diritto a non essere discriminati.

In tempi di COVID-19 – in cui spesso si è costretti a stabilire delle priorità – è facile la tentazione di non riconoscere agli ultra65enni gli stessi diritti degli altri. Il documento di AGE Platform Europe approfondisce questi aspetti che fra l’altro sono stati anche ripresi in una lettera aperta che AGE ha inviato il 20 Aprile alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

UGUALE DIRITTO DEGLI ANZIANI ALLA SALUTE

“I protocolli di triage (ossia i criteri secondo cui negli ospedali vengono smistati i pazienti e definite le priorità) debbono essere basati sulle necessità cliniche del paziente, sulle evidenze scientifiche e su principi etici; mai l’età o la disabilità debbono rappresentare gli unici o i più importanti criteri seguiti per il triage negli ospedali”. Anche se non esplicitamente, in alcuni momenti è sembrato che questo principio fondamentale sia stato accantonato. Allo stesso tempo l’accesso ai servizi di emergenza e la disponibilità dei farmaci debbono essere garantiti a tutti e in particolare agli anziani che più degli altri hanno problemi di multi-cronicità e spesso sono affetti da seri problemi di salute.

UNA PARTICOLARE ATTENZIONE ALLE PERSONE CHE SI TROVANO IN SITUAZIONI DI ELEVATA VULNERABILITÀ

Anziani in case di riposo e in strutture protette. Le notizie delle ultime settimane provenienti non solo dall’Italia ma un po’ da tutta Europa evidenziano come sia essenziale un’azione più intensa da parte delle Istituzioni per monitorare la situazione delle case di riposo e delle strutture protette (pubbliche e private). Deve essere costantemente controllato lo stato di salute degli ospiti e degli operatori e si debbono attuare tutte le misure perché venga garantita la disponibilità di strumenti di protezione ed evitato il contagio. Particolarmente in questi momenti è poi di primaria importanza il controllo del rispetto dei diritti degli anziani a partire da quello del rispetto della loro dignità. Nelle case di riposo – anche se alcune misure restrittive sono legittimate da motivi di salute pubblica (es. la proibizione delle visite dei parenti) – c’è tuttavia la necessità di proporzionare adeguatamente tali misure agli impatti che esse potrebbero avere sul benessere psicologico dei residenti. Sono quindi da incoraggiare forme alternative d’interazione fra ospiti e familiari come l’uso frequente del telefono e della videoconferenza oppure anche incontri fisici con i familiari in locali appositi e con tutte le idonee precauzioni.
Anziani che vivono a casa loro da soli. Agli anziani che vivono da soli – in aggiunta a un supporto di tipo psicologico per evitarne l’isolamento sociale e la solitudine – deve essere garantito l’accesso ai beni essenziali come il cibo e i farmaci. Debbono essere organizzati servizi di “consegna a domicilio” nel caso in cui essi non siano in grado di acquisire tali beni in maniera autonoma. Per questi anziani inoltre non debbono essere interrotti ma anzi intensificati i servizi di assistenza domiciliare, in modo da evitare il più possibile la loro istituzionalizzazione e il rischio di un peggioramento delle loro condizioni di salute.
Persone a rischio di povertà. Il COVID-19 ha avuto e continuerà ad avere in tutta Europa rilevanti conseguenze sociali ed economiche specie per le persone che già oggi sono a rischio di povertà e di esclusione sociale. A tal riguardo in una lettera inviata ai Capi di Governo e alle Istituzioni Europee, EAPN, la rete Europea contro la povertà, ha chiesto l’ attuazione di azioni urgenti e coordinate a livello Europeo per quanto riguarda cinque priorità:
La protezione della salute delle persone maggiormente vulnerabili;
Interventi atti a garantire il mantenimento dell’occupazione e il supporto economico a chi ha perso il posto di lavoro o a chi svolge un lavoro autonomo in crisi o un lavoro atipico non protetto;
La protezione di chi è a rischio di povertà e non è in grado di pagare il mutuo o l’affitto della casa, la retta per la scuola e la mensa dei figli o le bollette delle forniture di luce, gas, telefono;
Interventi atti a mitigare le conseguenze sociali delle misure di contenimento del COVID-19 e fra queste anche il rischio di violenze domestiche e abusi specie nei riguardi delle donne. Un adeguato supporto alle organizzazioni non-profit affinché esse possano continuare ad offrire ai più deboli vari servizi sociali.