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Ospiti sequestrati e visite proibite”: cosa succede nelle Rsa dopo l’ordinanza del governo

Adiura ForlìNewsOspiti sequestrati e visite proibite”: cosa succede nelle Rsa dopo l’ordinanza del governo

Ospiti sequestrati e visite proibite”: cosa succede nelle Rsa dopo l’ordinanza del governo

La denuncia e l’appello dei familiari dei degenti nelle residenze sanitarie assistenziali: “Quasi nessuno può entrare e uscire, stiamo assistendo alla violazione dei diritti umani”. Riaprite le Rsa il 9 maggio per la festa della mamma, vogliamo riabbracciare i nostri cari”: era stato questo l’appello al governo dei familiari dei degenti nelle residenze sanitarie assistenziali. Il via libera alle visite in presenza e in sicurezza dei parenti era arrivato poco dopo, con un’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, valida dall’8 maggio al 30 luglio, che subordina la possibilità di visita nelle Rsa al rispetto di un documento adottato dalla Conferenza delle regioni e integrato dal Comitato tecnico scientifico con una serie di precauzioni e limitazioni per l’accesso. Come stanno andando le cose a pochi giorni dalla riapertura delle strutture? Non bene, a giudicare dalla denuncia dei familiari dei degenti.

Secondo Dario Francolino, presidente dell’Orsan-Open Rsa Now, comitato di familiari dei pazienti nelle residenze sanitarie assistenziali, “il 90% delle Rsa italiane sta violando apertamente e volutamente l’ordinanza ministeriale dell’8 maggio 2021, firmata dal ministro Speranza, collocandosi così contro le disposizioni del governo in merito alla riapertura delle visite in presenza dei familiari all’interno delle Rsa italiane”. Nonostante il via libera sancito dal provvedimento ministeriale, secondo i familiari nella maggior parte delle strutture quasi nessuno può entrare e uscire, gli ospiti sono sequestrati e le visite in contatto e in sicurezza proibite.

Ecco perché i parenti dei pazienti promettono battaglia: “Se i presidenti di regione non obbligheranno le Rsa a riaprire alle visite in presenza e senza barriere dei familiari degli ospiti – dichiara Francolino – chiederemo con urgenza l’intervento dei prefetti, delle forze dell’ordine e della magistratura per poter riabbracciare i nostri cari. Chiediamo inoltre che il testo dell’ordinanza ministeriale sia inserito come emendamento al decreto riaperture, in via di discussione in Parlamento in questi giorni, al fine di riuscire a migliorare quelli che sono i suoi punti deboli, prevedendo ad esempio delle sanzioni per tutte quelle strutture inadempienti. Sanzioni che partendo dall’invio di una diffida alle strutture che non applicano l’ordinanza ministeriale prevedano poi anche per queste ultime la sospensione temporanea dell’accreditamento fino ad arrivare, in casi estremi, anche alla perdita dell’accreditamento stesso”.

Perché le visite in sicurezza e in presenza non stanno avvenendo come previsto? “Oggi – prosegue Francolino – la bugia più grande che viene raccontata ai familiari dai direttori sanitari delle singole strutture è che l’ordinanza non è chiara, non si capisce, occorre aspettare l’interpretazione e le circolari attuative delle regioni e delle Asl, facendo così leva sullo stato di bisogno, fragilità e ignoranza giuridica dei cittadini italiani”. Sempre secondo la denuncia del comitato, per poter far visita ai propri cari nelle residenze sanitarie assistenziali ai familiari verrebbero chieste cose folli, “tipo presentare l’esito di tamponi di terza generazione, presentare l’esito di tamponi Pcr molecolari, obbligo di far indossare una mascherina Ffp2 ad una persona affetta da sindrome di down e/o morbo di Alzheimer già vaccinata”.

Una situazione insostenibile, denunciano. “Violare un provvedimento amministrativo derivante da una norma di rango primario come un’ordinanza nazionale del ministero della Salute è un reato e va perseguito penalmente o attraverso sanzioni amministrative adeguate – dice Francolino -. Se c’è concorso di colpa denunceremo le regioni ai Tar. Faremo di tutto per non lasciare soli i nostri familiari e affinché non vincano arroganza e totale spregio di una legge dello Stato italiano e dei diritti universali della Convenzione internazionale dei diritti dell’uomo e della Costituzione”.

I familiari dei degenti rivolgono un appello al ministero della Giustizia e al capo dello Stato Sergio Mattarella (in qualità di presidente del Consiglio superiore della magistratura), “affinché ci aiutino a riaffermare il principio per cui, in Italia, la legge è uguale per tutti, cosa che non sta avvenendo sul tema della riapertura delle visite dei familiari nelle Rsa”. E chiedono di rispettare l’ordinanza nazionale sulla ripresa dei contatti con gli ospiti delle strutture, “altrimenti strapperemo la tessera elettorale perché questo Stato ignora la nostra preghiera e i nostri diritti”.

 

FONTE: https://www.today.it/attualita/rsa-visite-parenti-cosa-succede.html