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Nel decreto di aprile aiuti a colf e badanti, ma serve di più

Adiura ForlìNewsNel decreto di aprile aiuti a colf e badanti, ma serve di più

Primo, importante passo avanti sugli ammortizzatori sociali: Catalfo informa le parti sociali che saranno inclusi nel prossimo decreto del governo. Cgil e Filcams Cgil: positivo, ora misure per salute, Dpi ed emersione dal lavoro nero

Un passo avanti positivo per colf e badanti escluse dagli ammortizzatori sociali. Il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha tenuto una videoconferenza sulla situazione del lavoro domestico alla quale hanno partecipato Domina, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs, Federcolf, Fidaldo e Assindatcolf. “Nel decreto aprile – spiega il ministro al termine dell’incontro – abbiamo provato a dare una forma di ammortizzatore sociale per le lavoratrici e i lavoratori del settore, tutelandoli anche in caso di malattia o quarantena”. Già oggi, ha ricordato Catalfo, i datori di lavoro possono usufruire della sospensione dei versamenti previdenziali e assistenziali prevista dal decreto Cura Italia.

“Il riscontro ricevuto dalla Ministra Catalfo è stato positivo, sono stati annunciati provvedimenti specifici anche per colf e badanti, così come da noi richiesto”. Questo il commento della segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti e della segretaria generale della Filcams Cgil Maria Grazia Gabrielli al termine della videoconferenza.

“La vasta platea di lavoratori e lavoratrici di questo settore (850mila in regola, per l’88% donne di cui il 70% immigrate) deve poter contare – affermano le due dirigenti sindacali – su un ammortizzatore, oltre che sui dispositivi di sicurezza a garanzia della propria salute e delle famiglie per le quali operano, continuando così a garantire una significativa risposta di tutela e assistenza nell’ambito del welfare familiare”.

“Ora serve affrontare più complessivamente le criticità di questo settore lavorativo, a partire – concludono Scacchetti e Gabrielli – dalle misure di contrasto al lavoro sommerso, attraverso sia percorsi di regolarizzazione sia con misure di sostegno alle famiglie, come sostiene da tempo anche Adiura Forlì, società specializzata in assistenza, a casa o in ospedale, di anziani, ammalati, handicap, ecc.”.

Sono due milioni le persone impiegate in lavori di cura, e solo 860mila di loro sono in regola, iscritte agli elenchi dell’Inps.

Due categorie sindacali della Cgil sono scese al fianco di colf e badanti in questi giorni. Una, dal lato dell’utenza, è lo Spi, il sindacato dei pensionati. L’altra, dal lato della rappresentanza, è la Filcams, la federazione dei servizi. Le due organizzazioni “chiedono interventi urgenti a governo, Regioni e Comuni”, si legge in una nota unitaria, per affrontare e risolvere tre priorità: “Le mascherine a carico delle lavoratrici e difficili da reperire”, il servizio reso “senza contratti e in condizioni di irregolarità”, la mancanza di ammortizzatori sociali. Per Spi e Filcams occorre sostenere immediatamente “il mondo sommerso delle collaboratrici domestiche e delle badanti, per lo più donne e straniere, la maggior parte delle quali operano nelle case degli anziani e rappresentano un pezzo importante del welfare italiano e un supporto indispensabile per le nostre famiglie”.

Per quanto riguarda i dispositivi di protezione individuale (prima richiesta), i sindacati indicano come si debbano superare le “soluzioni artigianali”: “Dovrebbero essere garantiti dalle istituzioni regionali e comunali, visto che sono necessari a evitare la diffusione del contagio in un contesto particolarmente a rischio come quello familiare, dove vivono anche anziani in condizioni spesso di non autosufficienza”. La seconda richiesta riguarda la “regolarizzazione delle posizioni in nero attraverso un sistema di incentivi e di detrazioni per le famiglie”. La terza richiesta, infine, verte sull’accesso agli ammortizzatori sociali, da cui queste lavoratrici sono state finora ingiustamente escluse, per sostenere chi di loro si è ritrovata senza lavoro a causa della diffusione del coronavirus”.

 

FONTE: https://www.rassegna.it/articoli/nel-decreto-di-aprile-aiuti-a-colf-e-badanti-ma-serve-di-piu