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Colf e badanti, il circolo virtuoso delle agevolazioni contro il nero

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Colf e badanti, il circolo virtuoso delle agevolazioni contro il nero

Maria nelle scorse settimane stava nascosta a casa del fidanzato a causa della zona rossa e dei possibili controlli. Viene dall’Ucraina, non ha il permesso di soggiorno e non è riuscita a farsi regolarizzare nemmeno quando c’è stata la sanatoria: il suo datore di lavoro non ha voluto fare le pratiche, pagare i 500 euro una tantum e i contributi futuri. Ha perso il lavoro in nero e, se incappa in un controllo, rischia di essere espulsa. Per Marta, che è italiana, la chiusura dei mesi scorsi si è rivelato invece l’occasione per emergere. La persona anziana a cui tiene pulita la casa e prepara i pasti non poteva permettersi che lei rimanesse bloccata senza il permesso per circolare da un comune all’altro. E così ha fatto il grande passo: assunzione a tempo indeterminato, assunzione a tempo indeterminato. Maria e Marta sono i due volti di come in questo periodo condizionato dalla pandemia sia mutata la condizione del lavoro domestico nel nostro Paese, con un incremento di assunzioni nei mesi scorsi e l’emersione di lavoratori extracomunitari favorita dalla sanatoria della scorsa estate. Quello del lavoro domestico è un settore trascurato, nonostante fornisca un apporto significativo al Pil italiano, che potrebbe essere ulteriormente incrementato favorendo l’emersione delle tante, troppe posizioni irregolari. Un comparto che non solo offre un servizio insostituibile alle famiglie, ma che fa risparmiare cifre ingenti allo Stato, grazie all’assistenza domiciliare agli anziani. Lo testimoniano i dati del secondo Rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale Domina sul lavoro domestico. Da tale Rapporto emerge che  nel 2019 i lavoratori domestici regolarmente iscritti all’Inps erano 849mila (in leggero calo rispetto al 2018), ai quali si sono aggiunte le 177mila domande di regolarizzazione presentate entro agosto secondo quanto previsto nel decreto Rilancio. A questi si devono poi aggiungere i saldi positivi tra assunzioni e cessazioni registrati nel primo semestre del 2020 (+18.344), con il boom di assunzioni (+58,5%) verificatosi a marzo all’avvio del primo lockdown. In totale, dunque, si è superato per la prima volta dopo il 2012 il milione di lavoratori e oggi si stima che i regolari siano saliti a 1 milione e 45mila. In dieci anni il rapporto tra colf e badanti è passato da 2:1 a 1:1, mentre è variata la composizione interna, con l’incremento dei connazionali. Resta infatti la dominanza femminile (88,7%), la maggiore presenza di persone straniere (70,3%) e l’età media elevata (il 52,4% ha più di 50 anni). Ma si nota come, tra gli assistenti familiari (le badanti) gli stranieri abbiano registrato un lieve ma costante calo dal 2012 (anno della precedente regolarizzazione) passando da 319mila a 302mila (-5,2%). Gli italiani, al contrario, sono più che raddoppiati, passando da 47mila a 105mila (+125,8%). Anche tra i collaboratori domestici (le colf), gli stranieri hanno registrato un netto calo dal 2012 al 2019, diminuendo da 504mila a 294mila (-41,7%), mentre il numero degli italiani è pressoché invariato: da 145mila a 147mila (+1,4%). Quanto alla provenienza dei lavoratori, la parte del leone (41%) la fanno i Paesi dell’Europa dell’Est, a cominciare dalla Romania, seguono l’Asia con il 14,7%, le Americhe con l’8,7% e l’Africa ferma al 5,7%.

FONTE: https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/colf-e-badanti-il-circolo-virtuoso-delle-agevolazioni-contro-il-nero