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Anziani malati, spese e assistenza scaricate su i figli

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Anziani malati, spese e assistenza scaricate su i figli.

Due milioni e mezzo di infermi. Costi per 31,4 miliardi, metà a carico delle famiglie. Strutture insufficienti.

Ricade drammaticamente sulle famiglie non solo la fatica, ma anche quasi metà dei costi per l’assistenza socio sanitaria degli anziani non autosufficienti. Lo rivelano le statistiche dell’Auser. Claudio Falasca, architetto e ricercatore, parte dai numeri e spiega: “Nel 2017 abbiamo speso 31 miliardi: 16 e mezzo a carico dello Stato, gli altri coperti dai parenti. Altri 560 milioni sono stati garantiti dal welfare aziendale”. Ma se gli anziani con disabilità funzionali – in altre parole quelli che non sono in grado di svolgere le normali attività quotidiane, dal mangiare al lavarsi – sono 2,6 milioni (Istat 2016), non raggiungono i 138mila quelli che beneficiano dell’assistenza domiciliare socioassistenziale (ad esempio gli aiuti sull’igiene personale), con 332 milioni di spesa totale, 2.400 euro a testa. Vuol dire sei euro e mezzo al giorno. Il valore di un buono pasto. Peggio. Se andiamo a verificare i numeri del sostegno vero, quello integrato con i servizi sanitari (Adi), le statistiche lasciano basiti. I privilegiati sono appena 70.867, 105 milioni la spesa totale e 1.490 quella pro capite: 4 euro al giorno. E sono solo 3.200 Comuni su 8mila a garantire il servizio, 4 su dieci. Spiega Falasca: “Vero, i numeri si riferiscono al 2015. Ma il problema è che non ne esistono di più aggiornati. Non solo: ognuno ha i propri”. Una babele, l’ha giustamente definita ‘Italia longeva’, la rete nazionale sull’invecchiamento e la longevità attiva. “Dotazione di servizi comica, toccano solo a tre su 100”, ha tuonato il presidente Roberto Bernabei nel definire l’assistenza a domicilio. In media 20 ore all’anno a testa, quello che in altri Paesi è concentrato in un mese solo. E con “una forte disomogeneità dell’offerta – che non segue in maniera chiara un gradiente Nord-Sud –, talvolta anche all’interno di una stessa regione”.

Una grande emergenza nazionale, da nord a sud, nel secondo paese più vecchio al mondo dopo il Giappone, con quasi 14 milioni di anziani (22% della popolazione, Istat 2019). Una famiglia che decida di fare una scelta controcorrente e di attrezzarsi per le cure a casa, a qualunque latitudine deve affrontare una traversata del deserto. “Invece di garantire l’assistenza si monetizza il servizio – alza le braccia Falasca –. Non è un caso che una delle richieste più insistenti del sindacato pensionati sia quello del piano per la non autosufficienza. Consente almeno di prevedere finanziamenti adeguati e pluriennali. Che ci permettano di impostare politiche vere. Invece ogni anno viene stanziata una cifra, che varia”.

 

FONTE: https://www.quotidiano.net/cronaca/anziani-malati-1.5014585